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Salve a tutti!
Questo articolo spiega, ancora più nei dettagli, come occorre guardare agli aspetti difficili del Tema Natale, allo scopo di osservare quali sono le ragioni che stanno dietro a quel tipo di comportamenti e attuare su di sé il necessario intervento. Prendiamo come esempio il tema di quattro individui che sono accomunati dalla tendenza ad essere “inconcludenti”. Apparentemente dunque hanno tutti lo stesso problema, ma le cause di questa “inconcludenza” sono diverse e quindi saranno necessariamente diversi i modi per risolvere la questione. In ogni caso che analizziamo distinguiamo 4 passaggi. Il primo è l' ASPETTO astrologico che inclina a una certa specifica meccanicità. Il secondo è stanare il FUGGIASCO (scoprire il VANTAGGIO che abbiamo dallo stare in quello stato) Il terzo è capire qual è il TALLONE D'ACHILLE (ciò di cui abbiamo PAURA se cambiamo) Il quarto è l' AZIONE che dobbiamo compiere dentro noi stessi per allinearci in modo funzionale alla nostra natura integrale. ESEMPIO 1 ASPETTO Esempio: Lilith in Vergine mi fa percepire una realtà nella quale io non sono mai abbastanza adeguato per agire e mi racconto che appena lo sarò , potrò agire. Il FUGGIASCO (il vantaggio) Secondo questo esempio il vantaggio è che sicuramente non rischio di sbagliare o fare brutta figura e così continuerò a essere ben visto dagli altri. Il TALLONE D'ACHILLE (la paura) In sostanza temo il giudizio degli altri. L'AZIONE interiore da fare. Il lavoro consiste nell'imparare a lasciare liberi gli altri di essere come sono, senza giudicarli ma sentendoci ugualmente liberi di prendere ogni eventuale contromisura se lo riteniamo necessario, rispetto a quello che fanno. Infatti quando noi “giudichiamo” gli altri ci predisponiamo poi a sentire su di noi gli altri come “giudicanti”. Ora abbiamo sperimentato tutti che questo giudizio ci esce “meccanicamente” di fronte a certe circostanze che possono presentarsi, quindi non ha senso nessuna recriminazione del tipo “non avrei dovuto....non è giusto che....”. Le recriminazioni sul passato non servono a nulla, in quanto noi facciamo sempre, in un dato momento, l'unica cosa che siamo in grado di fare! Serve piuttosto che un momento dopo che ci è uscita la reazione meccanica, con un atto preciso della nostra volontà, lasciamo libero l'altro di essere come è. Il che come abbiamo visto, non ci impedisce di intervenire come ci sembra meglio sulle sue azioni se ci disturbano. A poco a poco, smettendo noi di giudicare, non ci sentiremo più giudicati. Funziona così e funzionerà sempre così, perché è una Legge Universale! ESEMPIO 2 ASPETTO Esempio: Congiunzione Venere-Marte mi fa percepire una smodata esigenza di perfezione, per cui tendo a non prendere iniziative finché tutte le circostanze non si allineano perfettamente in modo che io abbia la garanzia che il risultato del mio agire sia perfetto. Il FUGGIASCO (il vantaggio) Secondo questo esempio il vantaggio è che l'immagine che ho della mia perfezione interiore non viene intaccata. Temo molto di non essere perfetto e di scoprire che anche il mondo non lo è; pertanto evito di mettermi nella condizione ipotetica di scoprirlo. Il TALLONE D'ACHILLE (la paura) In sostanza temo di scoprire i miei limiti e i limiti della realtà nella quale mi sono incarnato. L'AZIONE interiore da fare. Il lavoro consiste nel cominciare a guardare il mondo con empatia per come è, accettando le imperfezioni proprie del fatto che tutta la realtà è sempre in divenire e io mi inserisco semplicemente nel flusso di questo divenire per dare la forma che voglio alle cose. In questa mia azione incontro necessariamente dei limiti: i miei personali di quel momento, quelli che le circostanze mi impongono... Bene, è perfetto così, sempre! Perché esiste un Tutto cui io appartengo che obbedisce a Leggi che io non posso comprendere e quei limiti non sono i miei limiti, ma i limiti di quelle Leggi. Accettare di avere dei limiti è il modo migliore per permettersi di esprimersi, perché scopro dove stanno questi limiti solamente esprimendomi e solitamente....stanno molto ma molto più in là di quel che pensavo! ESEMPIO 3 ASPETTO Esempio: Marte quadrato o opposto a Saturno mi fa percepire una realtà nella quale io ho sempre qualcuno o le circostanze stesse che sembrano opporsi alla mia volontà di espandermi, in poche parole ho sempre un nemico che mi ostacola. Il FUGGIASCO (il vantaggio) Secondo questo esempio il vantaggio è che posso dare la responsabilità a questo “nemico” per il fatto di non essermi espresso. Il TALLONE D'ACHILLE (la paura) In sostanza non mi prendo la responsabilità di coordinare le mie contraddizioni interne e trovo una colpa “fuori”... perché un colpevole ci deve pur essere!. L'AZIONE interiore da fare. Il lavoro consiste nel riconoscere che dentro di noi convivono due modalità di voler realizzare le cose: una è Marte, che non pianifica, ma si muove su base istintiva; persa la spinta potrebbe fermarsi. L'altra è Saturno, che si muove solo se ha dei piani precisi; senza quelli non parte. Queste due parti devono essere necessariamente rappresentate se vogliamo intraprendere un'azione che porti ad un risultato. Come ho detto in tanti dei miei video si tratta di ascoltare le ragioni dell'uno e dell'altro e poi farci “regista” delle situazione e stabilire quanta parte di programmazione saturnina può essere sopportata da Marte e quanta parte di irruenza marziana può essere sopportata da Saturno. In parole povere necessiteremo per quell'azione di quel minimo di programmazione che serve a Saturno per sentirsi a posto e poi potremo dare il via all'azione di Marte! ESEMPIO 4 (è una declinazione diversa dell'esempio 3, in quanto anche qui ci sono due che pensano di essere “nemici”). ASPETTO Esempio: Luna quadrata o opposta a Mercurio mi fa percepire una realtà nella quale io ho sempre dei motivi per rimettere in discussione le scelte che ho fatto. Eppure... quando le ho fatte mi sembravano allineate con quello che volevo! Il FUGGIASCO (il vantaggio) Secondo questo esempio: il vantaggio è che posso continuare a vivere in un mondo “infantile” dove, siccome sono incerto, non riesco a prendere una strada definita, assumendomene la responsabilità. Il TALLONE D'ACHILLE (la paura) In sostanza non mi prendo la responsabilità di coordinare le mie contraddizioni interne e mi rifiuto inconsciamente di crescere, perché ho paura di crescere, oppure potrebbe non piacermi il mondo degli adulti. L'AZIONE interiore da fare. Come per l'esempio precedente (Marte-Saturno), anche qui si tratta di prendere atto che dentro di noi convivono due impulsi che ci spingono a fare le scelte della nostra vita: una è la suggestione emotiva (Luna), l'altra è la convinzione razionale (Mercurio). Va da sé che una scelta fatta tenendo in considerazione solo una di queste due parti, è destinata ad essere rimessa in discussione quando l'altra parte rivendica il suo! Queste due parti devono essere necessariamente rappresentate se vogliamo fare una scelta che riusciamo a portare a termine e che duri nel tempo. Ciò significa che dobbiamo “mediare”, dando ad ogni istanza una parte di quello che chiede, ma non tutto! Questo è il senso del diventare adulti, unica condizione che permette di costruire la realtà. Buon lavoro! aurelia bracciforti - astro nashira - 06.08.2023
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Salve a tutti! Sono qua ad analizzare con voi questo tema di Luna Nuova del 19 Marzo 2026 perché a mio avviso è particolarmente potente e stimolante.
Questa lunazione si propone infatti con una congiunzione di Sole Luna a Nettuno Saturno. Questa avviene agli ultimi gradi dei Pesci, quindi al limitare della fine di un ciclo e dell’inizio di un altro (passaggio dai Pesci all’Ariete). Già questo dice tanto: bisogna essere assolutamente disposti a lasciare ciò che appartiene al vecchio ciclo e fare spazio al Nuovo che è in arrivo. Il Nodo Nord è saldamente congiunto a Mercurio retrogrado, ma è anche congiunto a Marte. Mercurio retrogrado ritorna con la mente sul passato, ma non allo scopo di attaccarsi a ciò che è stato, bensì con l’obiettivo di sciogliere definitivamente quei lacci mentali che ci tengono avvinti al nostro passato. Mercurio in Pesci poi è un Mercurio che rischia di perdersi nelle molteplici connessioni che percepisce con l’ambiente intorno a sé. La situazione però si riequilibra perché congiunto al Nodo abbiamo anche Marte e Marte in Pesci ci spinge a intraprendere qualche iniziative per nuove connessioni o sulla base di nuove ispirazioni. Non dimentichiamo infatti che quel “solve et coagula”, vale a dire la congiunzione Nettuno Saturno è già passata dagli ultimi gradi dei Pesci e ora dall’Ariete ci spinge avanti verso nuovi orizzonti di pensiero e di sensazioni, nonché, come abbiamo detto, di iniziative. Come considerazione, teniamo presente che se noi rimaniamo attaccati a qualcosa, pur sapendo che è morto e sepolto è perché non abbiamo ancora finito di processarlo o per meglio dire di digerirlo. Ecco in questo caso siamo pressati a velocizzare questo processo, sentiamo l’urgenza di portarlo a termine… Quanto detto poi, avviene nella seconda casa, che è un settore molto legato alla nostra vita materiale nella quale siamo immersi, ma anche al mondo dei nostri valori personali. Sono quindi da evitare fughe in mondi lontani o che non ci appartengono in quanto a “valori”, ma è necessario allinearsi con le nostre energie interiori portando nel mondo della materia i nostri valori personali. Quest’enfasi nel fare riferimento esclusivamente a noi stessi è ribadita anche dal sestile che Urano fa a Sole Luna dalla 5a Casa e dagli ultimi gradi del Toro. Urano in quinta Casa parla di “rivoluzionare” se stessi, vedere e manifestare se stessi in un modo molto più personale e probabilmente originale. Non è più tempo, se mai lo è stato, di guardare come pensano e cosa fanno gli altri, quanto piuttosto di domandare a se stessi: “Cosa penso e cosa voglio fare io?” Come se non bastasse Urano è appunto agli ultimi gradi Toro, congiunto alla stella fissa Algol o Testa di Medusa. Questo non ha affatto a che vedere con il verificarsi per forza di eventi nefasti, quanto con le energie del momento che sono quelle di “recidere la testa” di tutto ciò che ci incatena a vecchi comportamenti, a vecchie opinioni su noi stessi, a vecchi schemi di pensiero e ancor prima a reazioni emotive meccaniche che ci conducono sempre sulle stesse strade per noi penalizzanti. Dalla I Casa in Acquario, a noi personalmente, Plutone in buon aspetto infonde la voglia e la possibilità di trasformarci e di partorire la nuova versione di noi stessi. È una versione ardita e originale (Plutone è in Acquario, regno di Urano!) ma nello stesso tempo Saturno, sestile a questo stesso Plutone e a Urano, ci può garantire che questa trasformazione avverrà in modo maturo, responsabile e strutturato; si ci potranno essere dei tentennamenti o degli aggiustamenti da fare, ma non degli sbandamenti pericolosi. Quando si cambia schema, infatti, ci si trova in territori nuovi e qualche contraccolpo è possibile; Venere quadrato a Giove potrebbe portarci a delle esagerazioni nei comportamenti, ma questo può sempre capitare quando si libera una forza che è rimasta per lungo tempo imprigionata: magari qualche parola di troppo o non ben ragionata…ma non preoccupiamoci troppo fino al punto di trattenerci. Impareremo magari a chiedere scusa per le modalità, avendo però il coraggio di difendere al contempo il nostro pensiero. Giove quadrato a Urano ci parla di dover mollare una modalità in cui ci prendiamo troppo sul serio o potremmo avere in alcuni casi contraccolpi di infantilismo. Anche qui, non pretendiamo da noi troppo e troppo in fretta, ma specializziamoci nella capacità di ricalibrare il tiro lungo la strada. Osiamo dunque! La nostra nuova versione è lì come un abito splendente da indossare e quando ci guarderemo allo specchio con quell’abito, finalmente ci riconosceremo! Per ultimo vorrei puntare il focus ancora una volta su questo Mercurio retrogrado, inteso sia come pensiero che come comunicazione. È congiunto al Nodo e semiquadrato a Chirone, il che ci indica che il pensiero e/o la comunicazione sono in qualche modo sofferenti, nonostante ci sia la congiunzione di Marte che rende assertivi e il trigono di Giove che facilita l’espansione in campo verbale. Vediamo allora in che cosa può consistere questa sofferenza e scopriamone l’origine. Vi chiedo ora uno sforzo immaginativo perché ci occuperemo di Lilith e il sistema non mi permette di evidenziare gli aspetti di Lilith ai Nodi senza che mi vengano aggiunti una serie di altri aspetti non richiesti. Tenete quindi presente la posizione di Lilith in Sagittario in 11a Casa e la sua quadratura ai Nodi e di conseguenza a Mercurio. Bene, questa Lilith è congiunta alla stella fissa Antares a 9° Sagittario quindi può rivelarsi particolarmente bellicosa, proprio lì nella 11a Casa, dove si dovrebbe sentire il senso di una comunità cui si appartiene. Tuttavia Lilith in Sagittario è sempre indicatore di una spasmodica ricerca per la Verità Assoluta. E quale peggior obiettivo da porsi in un momento storico come questo? Questo è un momento in cui non ci si può più fondare su nessuna notizia al fine di delineare un nostro personale punto di vista. Le notizie infatti dicono tutto e il contrario di tutto e sembrano fatte apposta per tenerci agganciati in un costante stato di accesa emotività che non ci permette mai di stabilire un punto fermo. Ecco: Lilith quadra esattamente i nodi e come abbiamo detto Mercurio è congiunto al Nodo Nord. Cosa ne può derivare? Che i nostri pensieri vengono costantemente strattonati da una parte e dall’altra lasciandoci spesso in una sorta di “burn out emotivo” da cui, per salvarci, abbiamo apparentemente un’unica strada: assentarci completamente da qualsiasi forma di partecipazione emotiva o altro; ma ci assentiamo con un profondo senso di disfatta interiore e/o di paura perché la confusione di opinioni e il caos ci stanno letteralmente togliendo la terra da sotto i piedi. Bene, guardiamo ora a questo fatto in un modo nuovo. Siamo sicuri che sia un male che non riusciamo più ad appoggiarci a punti di vista consolidati proposti da altri? Considerando ciò che abbiamo visto prima riguardo al far sorgere da noi stessi il nostro personale punto di vista; ecco che questo non potersi più fondare su un sapere comune è un “grande passaggio iniziatico” per la nostra individualità. Ognuno di noi sa infatti che in media noi esseri umani, ci spostiamo da una situazione solo se siamo costretti. Ed ecco che la Coscienza Cosmica, nella sua grande saggezza, ci toglie i punti fermi su cui ci siamo basati fino ad ora, per permetterci di svilupparne di personali. Il Nuovo Mondo che sta arrivando ci chiede di riallinearci con la nostra Natura Divina e di esprimere senza più paura i nostri talenti personali. Non facciamoci quindi abbattere da ciò che vediamo succedere nella realtà 3D Un’altra realtà sta nascendo ed esiste già ed è già visibile per chi ha occhi per vedere ed proprio accanto a quella che si sta disgregando. La congiunzione Saturno nettuno appena avvenuta e ancora in corso parla chiaro: solve et coagula; dissolvi le vecchie forme e creane di nuove. Questo è un cambiamento che il nostro pianeta sta attraversando, ma ognuno di noi sta vivendo questa trasformazione a livello individuale, attraverso la presa di coscienza di ciò che vogliamo abbandonare e ciò che vogliamo manifestare. Se volete un aiuto per capire come diventare consapevoli dei vostri personali vecchi modelli penalizzanti e come darvi la libertà di crearne di nuovi, scrivetemi ad [email protected] e vi informerò sui percorsi individuali di Metafisica della realtà. A chi celebra in queste Feste la nascita di Cristo, auguri di cuore di Buon Natale !
A chi celebra in queste Feste il ritorno della Luce, auguri di cuore di Buon Solstizio ! A chi tutti i giorni dell’anno opera nella sua vita per migliorare se stesso e di conseguenza il Mondo, auguri a tutti quanti di un Buon Futuro ! Gli anni che verranno, con la contemporanea presenza di Plutone ai primi gradi dell’Acquario, Nettuno ai primi gradi dell’Ariete e Urano ai primi gradi dei Gemelli, ci spingeranno a diventare maggiormente protagonisti, prendendoci il nostro posto nel mondo e le relative responsabilità. Ecco quindi che diventa fondamentale capire sia chi siamo sia cosa vogliamo manifestare nel mondo e soprattutto diventa cruciale l’avere il coraggio di farlo, superando ogni paura e ogni senso di limitazione. A questo proposito queste Feste sono l’occasione ideale per entrare in contatto sia con le nostre potenzialità migliori in campo affettivo, sia con i nostri limiti e le nostre ferite sempre nello stesso campo. Teoricamente dovrebbe essere il periodo delle riconciliazioni, ma potenzialmente è anche il periodo delle divisioni e delle incomprensioni… Cerchiamo di accorgerci che le relazioni che abbiamo con l'ambiente esterno riecheggiano sempre le relazioni che abbiamo al nostro interno fra le differenti parti di noi: quando ci irritiamo con qualcuno, cerchiamo di vedere che ciò che ci dà fastidio nell'altro è qualcosa che, almeno in embrione, è presente dentro di noi. Facciamo quindi pace con quella parte al nostro interno, accettandola e cercando di capire le sue ragioni e il perché del suo comportamento, dato che magari noi personalmente non la esprimiamo, ma l’altro in questo momento lo sta facendo. Cerchiamo quindi, se riusciamo, non tanto di entrare forzatamente in relazione con una persona che percepiamo “ostile” o magari un po’ “studiata” nelle sue dimostrazioni di affetto, ma di concentrare i nostri sforzi nell’entrare in relazione con quelle parti di noi che, anche senza esprimersi, le assomigliano: quelle parti che hanno paura del giudizio altrui nel manifestare i propri sentimenti, quelle che hanno paura di essere goffe o prese sottogamba… Ci accorgeremo in questo modo che dietro a quei comportamenti che ci fanno irritare c’è sempre un disagio più o meno profondo. Possiamo fare qualcosa noi direttamente per cambiare quella persona e indurla a trovare il coraggio per essere diversa? Assolutamente no. Possiamo invece fare molto per accogliere quelle stesse parti che dentro di noi si sentono a disagio e stanno soffrendo; su quelle possiamo agire, riconoscendole e cercando di capirne le ragioni; questo lavoro ci cambierà a livello profondo e contribuirà a realizzare un “distacco energetico” da quelle dinamiche tossiche che ci fanno costantemente soffrire. Cerchiamo insomma di entrare nell’ottica che la realtà è lì solo a manifestare un certo “copione” nell’attesa che ciascuno di noi lo modifichi dandogli una forma, la sua forma, sia per arricchire il nostro personale contributo al mondo, sia per manifestare contemporaneamente noi stessi e conoscerci attraverso questa azione. Vi abbraccio virtualmente tutti quanti e vi auguro di perseguire, anche e soprattutto nell'Anno Nuovo che verrà, la pace il coraggio e la bellezza in ogni sua forma!❤️ aurelia bracciforti Salve a tutti e benvenuti a quest’analisi che vi propongo della Luna Nuova in Bilancia del 21 Ottobre 2025 alle 14.26 orario di Roma.
Plutone all’Ascendente congiunto al Punto di Fortuna, entrambi in Acquario, spingono a fare della capacità di trasformare se stessi il proprio modo di essere. Plutone è morte e rinascita e, unito qui in particolare al Punto di Fortuna, parla della necessità di trasformare se stessi in un individuo “nuovo”, adatto ad un ideale di partecipazione al mondo più conforme alla propria particolare individualità. L’opposizione di Plutone dalla I casa in Acquario a Giove nella 6a casa e in Cancro sottolinea ancor più il conflitto che potrebbe sorgere dentro di sé fra un nuovo modo di essere, maggiormente basato sul proprio potere personale e le proprie peculiarità (Plutone è in Acquario in I Casa) e la “legge del mondo” così come si è consolidata per abitudine e tradizione (Giove in 6a casa in Cancro). La contemporanea opposizione di Sole-Luna a Chirone in Ariete parla della necessità di risolvere definitivamente il proprio bisogno emotivo di rendersi visibile nel mondo della comunicazione spicciola con chiunque pur di raccogliere consensi. La Luna che si distacca dal Sole (quindi dopo aver preso informazioni sul programma da realizzare nel prossimo ciclo), lo fa in 9a Casa e in Bilancia. Questa lunazione ci parla quindi della necessità di essere “giusti” rispetto a noi stessi e a ciò che vogliamo manifestare nel mondo, che deve essere qualcosa di eticamente allineato a chi noi siamo e alla nostra visione del mondo (9a casa). In realtà tutto il quadrato composto da Plutone in I, Chirone in 3a, Giove in 6a e Sole-Luna in 9a ci parla dello stesso argomento. La quadratura Sole-Luna con Plutone da un lato e con Giove dall'altro suggerisce qualcosa di nuovo e di più allineato con chi siamo che deve nascere (Luna Nuova) rispetto all'argomento del “potere” nostro e altrui. Da un lato abbiamo infatti Plutone nella casa di come ci presentiamo al mondo e dall’altra parte abbiamo Giove nella casa delle nostre consuetudini di vita e Giove rappresenta precisamente lo status quo che comunque esercita un potere su di noi. A quale dei due poteri riconosciamo preminenza? Al nostro potere personale o ad un potere esterno che si legittima solo perché esiste da tempo e non necessariamente si fonda su basi di giustizia? Apparentemente questa configurazione sembra preludere ad uno scontro inevitabile, ma così non è. Lo scontro non è necessario se si capisce che per avere uno scontro devono esistere due entità separate. Mi spiego meglio: se io ho un nemico esterno da combattere, la mia manifestazione nel mondo sarà necessariamente una “prova di forza” nei suoi confronti, ma non è detto affatto che debba essere così. Io dico sempre di fare riferimento alla natura per trarre ispirazione. Bene. Ve lo immaginate un fiore o un albero che decidono di fiorire o espandersi per “fargliela” al loro vicino? Per fargli vedere o dimostrare la loro superiorità o bellezza? Fa ridere solo a pensarci! Se mai succederà nella loro fase di espansione che dovessero trovarsi a competere poniamo per la luce, troveranno un accordo in quel momento quando il problema si presenta. Torniamo ora alla Luna Nuova a fine Bilancia come vertice del cosiddetto YOD avente come punti di base Saturno/Nettuno in Pesci in 2a casa da un lato e Urano in IV casa in Gemelli dall'altro. Questa configurazione è particolarmente importante ed è quindi soprattutto per questo che ho fatto un’eccezione rispetto alle orbite che di solito scelgo di tenere che sono del 75%. in questo caso le ho aumentate a 100 per non perdere degli aspetti che considero fondamentali. Ora come sapete lo YOD indica da un lato una spinta verso qualcosa che ci chiama, una specie di "vocazione" e dall’altro una potenziale area di grande stress a causa del cambiamento richiesto per adempiere a questa “vocazione”. Qui alla base abbiamo Saturno e Nettuno in 2a casa in Pesci, che ci suggerisce un’idea di “solve et coagula”, l’idea alchemica di dissolvere le forme del vecchio per crearne di nuove e questo “qualcosa” implicherà per forza il portare lo spirito nel mondo materiale (ci troviamo in 2a casa ma in Pesci). All’altro punto della base troviamo Urano in Gemelli in IV casa (casa che peraltro ha la cuspide in Toro) Questo ci parla di un retaggio di abitudini consolidate che ha bisogno di essere rivoluzionato o se preferite “prepotentemente rinnovato" dal soffio gemellare che lo spinge ad ampliare il proprio angolo visivo. Tutto l’insieme di questo YOD ci dice dunque che non si tratta tanto di “lavorare” sulla lunazione, cioè il vertice dello YOD stesso, quanto sulla sua base, risolvendo le paure che potremmo avere nell’abbandonare vecchie consuetudini in favore di qualcosa di nuovo, in modo da poter davvero permettere a quel Saturno/Nettuno in 2a casa di materializzare queste novità nella realtà della nostra vita. Dopo aver parlato di tutte le sfide che questa lunazione di presenta, passiamo ora ad esaminare le grandi opportunità; anche le sfide sono opportunità ovviamente, ma quelle di cui parleremo ora sono opportunità servite su un vassoio d’argento! Ci sono due bei trigoni. Il primo è in segni d’Acqua ed è costituito da Lilith, Mercurio, Marte fra 9a e X casa in Scorpione, Saturno/Nettuno in 2a casa in Pesci e Giove in 6a casa in Cancro. il secondo è in segni d’Aria ed è costituito da Plutone in I casa in Acquario, Urano in IV casa in Gemelli e Venere in 8a casa in Bilancia. Il primo, quello che coinvolge i segni d’Acqua, si sviluppa in case di "realizzazione materiale" (la seconda, la sesta e la decima con uno “sconfinamento” nella 9a casa a significare che le realizzazioni nella materia devono avere una portata etica, devono corrispondere alla nostra visione del mondo e devono altresì essere allineate a ciò che noi sentiamo da un punto di vista emotivo (sono in segni d’Acqua). Il secondo trigono, quello che coinvolge i segni d’Aria, avviene in case relative al modo personale di presentarsi al mondo (Plutone in i casa) e alle case delle radici familiari (Urano in IV casa) e delle eredità che permangono in noi in forma inconscia, anch’esse da parte della nostra famiglia (Venere in 8a casa). È chiaro qui il discorso di come il nostro modo di presentarci al mondo (Plutone in I casa), che in questo momento richiede una trasformazione e una evoluzione (o per meglio dire una morte e una rinascita) debba per forza fare i conti con il bisogno di rivoluzionare gli schemi familiari acquisiti (Urano in IV casa) e la necessità di distaccarci e trasformare i nostri sentimenti cristallizzati che giacciono nel nostro inconscio (Venere in 8a casa) e che potrebbero, se non dissolti in maniera opportuna e completa, condizionare pesantemente o addirittura bloccare ciò che vorremmo concretizzare (Venere è opposta a Saturno/Nettuno in 2a casa). Ancora due parole le dobbiamo alla congiunzione Lilith, Mercurio, Marte al Medio Cielo in opposizione, seppur larga, ad Urano. Lilith congiunta a Mercurio e Marte ci parla di qualche forma di manipolazione mentale al fine di causare o al contrario precludere un’azione (congiunzione a Marte) e poiché questa configurazione si oppone proprio a quell'Urano che sta lì in IV casa in Gemelli a sollecitare una rivoluzione nei propri pensieri e nei propri schemi mentali dovuti all’educazione sui quali ci siamo finora fondati, ne risulta che la sfida contenuta in questo pur bellissimo trigono col vertice al MC presieduto appunto da Lilith Mercurio Marte, consiste proprio nel tenere gli occhi aperti rispetto ai tentativi di manipolazione o di automanipolazione volti ad impedirci di rivoluzionare e trasformare la nostra vita dove lo consideriamo necessario. aurelia bracciforti - Astro Nashira È da qualche tempo che mi trovo a raccogliere le esternazioni di molte persone che mi scrivono lamentando un senso di smarrimento rispetto alla realtà e a come “interpretarla”.
La principale difficoltà è, a loro dire, quella di accertare la Verità rispetto ad una serie di eventi; inoltre c’è la sensazione che il mondo vada in qualche modo “a rotoli” che tutto sia “fuori controllo”, ma soprattutto il non riuscire a capire in che direzione sia effettivamente incamminata l’umanità. Sembra tutto assurdo: un giorno sembra succedere una cosa grave e il giorno dopo sembra che la preoccupazione per quell’evento si sciolga come neve al sole; oppure al contrario una situazione internazionale che sembrava abbastanza distesa all’improvviso si rivela problematica e “pericolosa”. I politici un giorno fanno un'affermazione o prendono una certa posizione e dopo poco tempo sembrano cambiare radicalmente atteggiamento: insomma un caos totale nel quale è difficile, osservandolo nel singolo momento, capirci qualcosa. Ora, al di là delle singole situazioni specifiche che tutti conosciamo, rispetto alle quali ognuno si sarà fatto la sua idea, a me interessa qui esaminare perché si sia prodotta una tale situazione di caos nel nostro mondo, convinta come sono che nulla capiti a caso e soprattutto che l’esterno sia prodotto a livello forse inconsapevole da quello che Jung chiamava l’inconscio collettivo e che io preferisco definire come l’insieme delle forme pensiero per lo più inconsapevolmente emesse dagli esseri umani che popolano questo Pianeta. Ora vi dico cosa c’è dietro a questa sensazione sempre più corposa di “inattendibilità e insicurezza” che chi governa il mondo ci dà e ve lo voglio illustrare anche e soprattutto alla luce del passaggi Planetari che stanno avendo luogo in questo momento. I “tre cavalieri della consapevolezza” come li ho nominati nel titolo, sono Urano Nettuno e Plutone. Ebbene, tutti e tre sono in questo momento in retrogradazione: Urano e Nettuno, al momento rispettivamente in Gemelli e Ariete, si apprestano a ritornare nel Segno precedente, vale a dire in Toro e Pesci. Ora, anche se Plutone è ormai stabilmente in Acquario e non tornerà più nel Capricorno è pur vero che il fatto che questi tre Pianeti così importanti nelle svolte epocali dell’umanità e che sono posti fra di loro in aspetto favorevole (due sestili e un trigono) si trovino contemporaneamente in retrogradazione, di qualcosa ci sta parlando… Per capire quale lavoro stanno facendo ora questi Pianeti con la loro retrogradazione, occorre capire cosa essi spingono a far succedere quando riprenderanno il loro moto diretto, vale a dire quando, Nettuno sarà stabilmente in Ariete, Urano in Gemelli e Plutone in Acquario. Ora dobbiamo focalizzarci assolutamente sul significato della loro “marcia di liberazione" (è qualcosa di cui ho già parlato nel corso dell’analisi del Tema di Luna Nuova del 7 Settembre) Plutone nel Segno individualista dell’Acquario domanda a gran voce la nascita o il recupero di un “proprio potere personale”, Nettuno in Ariete fa anch’esso appello alla valorizzazione del proprio “sentire personale” e Urano in Gemelli reclama un pensiero indipendente e multisfaccettato, rispettoso delle diversità e al contempo della particolarità di ognuno. Fra l’altro volevo qui cogliere l’occasione per spiegare ciò che forse a molti non è completamente chiaro: Acquario è il segno della preminenza data al benessere collettivo ma è anche il Segno che sottolinea l’individualità e l’originalità (è governato da Urano!) Come conciliare questa apparente contraddizione? Si tratta semplicemente di capire che non esiste nessuna contraddizione; si tratta solo di un “pensiero diverso e rivoluzionario" dove l’importanza data alle singole personalità non entra affatto in conflitto con il benessere del collettivo, ma anzi è proprio il manifestarsi delle singole individualità che può permettere un reale beneficio collettivo poiché ognuno darà il meglio di sé e delle sue specificità e quindi non entrerà in competizione con nessuno, data la sua unicità!. Chiusa questa parentesi che volevo assolutamente fare date le domande che mi pervengono, continuiamo nella nostra analisi. Bene, torniamo alla sensazione di “inattendibilità” di chi detiene il potere. Credo sia comprensibile per tutti che in qualche modo le autorità del mondo, i governi, le istituzioni, non sono altro che la manifestazione esterna dell’archetipo del padre che ognuno di noi si porta dentro, con le sue specificità e i suoi aspetti da risolvere. Ecco quindi che ciò che succede esternamente manifesta la necessità di tutta l’umanità e di ognuno di noi singolarmente, di confrontarsi con la figura del padre ed emanciparsi da questa diventando a nostra volta adulti e responsabili. Mette in luce quindi l’esigenza che ciascuno di noi ha, anche inconsapevolmente manifestato, di diventare personalmente protagonisti della nostra vita e di emanciparci definitivamente dal “cibo premasticato” dei nostri genitori e quindi da quello di qualsiasi altro tipo di autorità. Qui il riferimento ai pennuti è voluto, perché in effetti si tratta proprio di cominciare a volare con le nostre ali. Questo passaggio non è mai facile, perché magari nella vita reale abbiamo avuto qualche personale difficoltà con questa figura e quindi, se non abbiamo svolto un lavoro di consapevolezza di qualche tipo, ci troviamo banalmente ad aderire a ciò che ci è stato insegnato o a rifiutarlo completamente. O ci identifichiamo completamente in nostro padre (e quindi nell’autorità esterna) o la rifiutiamo totalmente e siamo dei “ribelli” come lo eravamo da ragazzini. In entrambi i casi ciò che manca è la nostra personale centratura e il prenderci la responsabilità, rimanendo sereni, di una nostra scelta individuale. Per dirla in breve: finché consentiamo che la figura del padre sia “esterna a noi” o saremo succubi o saremo “conflittualmente ribelli” e saranno i politici, i governi, gli esperti di ogni genere a tracciare la strada della nostra vita, dicendoci cosa scegliere e come pensare e noi potremo solo “obbedire o essere ribelli” Anche nel secondo caso comunque, saremo legati a filo doppio a questa autorità esterna perché ci identificheremo per forza con una delle due parti in conflitto e porteremo perennemente il conflitto dentro di noi, mancando l’obiettivo di acquisire serenità e centratura. Il lavoro da fare quindi è quello di contattare il nostro “padre interiore” (non abbiamo solo un bambino eh…, mi raccomando! Abbiamo tutto un pantheon di figure parentali!), quello che ci dà la struttura e le regole che vanno bene per noi, che non ci soffocano, ma ci contengono nella giusta misura perché possiamo portare frutti! Avremo così la possibilità di manifestare nel mondo un tipo di autorità e di responsabilità fatta a nostra misura e rispettosa di chi siamo. Si potrebbe obiettare che per far questo dobbiamo sapere chi siamo e questo potrebbe essere il lavoro di una vita! Ora questa questa questione va approfonditamente capita, perché è anche vero che noi capiamo chi siamo man mano che ci manifestiamo e prendiamo delle iniziative. È il nostro “fare” insomma che ci definisce, più che il nostro pensare. Del resto siamo nel Mondo di Malkhut, la Sephirà che la Kabbalah definisce come sede degli Esseri Umani e questo è contestualmente definito come “Mondo dell’azione” (Mondo di Assiah). Siamo qui dunque per agire e per capire chi siamo, soprattutto attraverso la nostra azione! Vi garantisco che è un viaggio bellissimo, che solo la nostra incarnazione ci consente di fare! Vediamo quindi, se è possibile, di avere un’idea di chi siamo quanto più reale possibile prima di andarcene di qua! Il momento è adesso, il momento è ora, in questo “adesso” (quello nostro personale e quello del mondo) così ricco di materiale da elaborare individualmente” Buon lavoro a tutti…e anche a me naturalmente! Astro Nashira - aurelia bracciforti - 29 Settembre 2025 Sento che l’argomento della “centratura” o della “mancata centratura” sarà un argomento cruciale negli anni a venire. Domandandomi le ragioni di questa mia sensazione ho cercato di darmi una possibile risposta. Quella che la psicologia definisce clinicamente “schizofrenia” (dal greco “divisione”) è il destino dell’umanità che procede in modo ambivalente: sente con il corpo e le budella delle cose e ne professa delle altre. È fare un lavoro che non si sente “proprio”, dire delle cose che non si pensano e che non ci appartengono per compiacere qualcuno, intrattenere per scelta dei rapporti che non rappresentano nulla per noi. L’antidoto della schizofrenia e dell’alienazione è l’interezza, la centratura e fin qui sarebbe anche banale a dirsi, ma vediamo di approfondire. Se si sta nel centro, sede dell’anima, si capisce che ogni personaggio esiste perché esiste l’anima che vive queste diverse esperienze e quindi si capisce che tutti i raggi portano al centro, vale a dire che tutti i personaggi che interpretiamo sono delle “rappresentazioni di parti di noi”; a dire il vero più che “capirlo” lo si sente. Questo dunque è lo schema.
La schizofrenia è quando i personaggi vanno per i fatti loro, quando non c’è un “regista” perché il centro della ruota non c’è più. In realtà non è corretto dire che non c’è più perché l’anima ovviamente c’è sempre; solo che la ripetuta esperienza di non aver più contattato questo “centro” da un bel pezzo, fa sì che si possa cadere nella convinzione che questo “centro” davvero non ci sia più. La ricetta quindi per non rischiare di cadere in questa “trappola” è quella di tornare sempre al centro prima di passare ad un nuovo personaggio ed interpretare un’altra parte. Non bisogna in alcun modo passare da un raggio a un altro senza transitare, almeno brevemente, per il centro. Il centro serve per assorbire le energie del raggio, scaricare come in un hard disk le esperienze vissute e le emozioni provate, perché siano metabolizzate dall’anima e integrate nell’esperienza globale. Dopo di ciò si possono proiettare quelle stesse energie, ripulite delle emozioni specifiche raccolte, su di un altro raggio. L’esperienza di passare dal centro fa sì che non si possa confondersi: al centro c’è solo la coscienza dell’’anima, unica vera identità di questa vita. C’è chi sta sempre fermo al centro per paura, ma la vita dell’uomo è fatta per sperimentare e creare e sarebbe assurdo non farlo; occhio però a tornare sempre al centro! Occorre tenere a mente la ruota e sapere che quando si impersona qualcuno si è su di un raggio. Non bisogna mai passare direttamente da uno all’altro per la fretta; è infatti l’esperienza continua del non avere centro a convincerci di essere frammentati. Tornare al centro è anche qualcosa che aiuta a disidentificarsi dai singoli ruoli, impedendoci di considerarli totalizzanti. Vediamo ora che cosa significa in pratica “passare dal centro”. Questa fase consiste nel fare una pausa nella quale non si è nessun personaggio: si respira con il vento, si giace con la terra, si ride e si sobbalza con il fuoco e si è fluidi come il fiume che scorre. La chiave è essere tutt’uno con gli elementi della nostra vita sulla terra. Al centro infatti, dove c’è l’anima, c’è il fuoco, la terra, l’aria e l’acqua, intese come energie primordiali indefinite. Il concetto è che ogni personaggio risponde ad una personificazione molto specifica di una certa energia. Il fuoco ad esempio potrebbe essere un’insegnante che infiamma le menti dei suoi allievi, oppure un militare che combatte per un ideale, oppure ancora un atleta che corre o un capufficio arrabbiato; l’acqua potrebbe essere un poeta che si emoziona guardando una montagna, o un pesce che nuota, o una mamma che culla il suo bambino o ancora un guaritore. Ebbene, questi personaggi non sono integralmente il fuoco o l'acqua, che stanno nel centro in quanto sono archetipi generali. Il fuoco la terra l’aria e l’acqua che stanno nel centro sono gli archetipi di base con le cui energie noi di volta in volta edifichiamo delle realtà specifiche lungo i vari raggi della nostra azione nel mondo materiale. Occorre quindi sempre ritornare nell’indefinito prima di definirsi nuovamente. L’uomo spesso non fa questo perché ha paura dell’indefinito, ha paura che nulla di ciò che egli è possa sopravvivere nell’indefinito, ma è proprio qui la salvezza: l’uomo deve sperimentare proprio che esiste senza essere nessun personaggio. L’esperienza dell’esistenza anche nel centro, dove non c’è nulla di definito, è l’unica che ci fa capire che non esistono solo le cose definite e già manifestate, ma che tutte le cose che hanno forma derivano dalla “non forma” che sta al centro e che anzi essa è l’unico vero collegamento con l’intera Creazione e se mai dovessimo sentire un senso di “appartenenza” è certamente con quella che dovremmo sperimentarlo. Astro Nashira - aurelia bracciforti - 29 Novembre 2024 Salve a tutti! con questo mio post di oggi voglio mettervi a parte di alcuni punti importanti che ho raggiunto nel mio percorso di consapevolezza. Ho il piacere di rendere pubblici questa specie di “svelamenti interiori”, perché penso possano essere utili anche ad altri sul loro personale percorso di consapevolezza.
Partiamo dall’inizio. Fino ad oggi è sempre stato il mio obiettivo quello di "lavorare" coi simboli rappresentati dai Pianeti, così come sono presenti nel nostro Tema Natale, con i loro aspetti facili o difficili e questo perché, in mancanza di una nostra presa di coscienza e di lavoro interiore, i Pianeti presenti nel Tema Natale, con i loro aspetti reciproci, esprimono la nostra modalità "meccanica", di reagire al mondo "esterno" e di conseguenza determinano, per legge vibratoria e quindi "meccanica", che il mondo intorno a noi si configuri in un certo modo piuttosto che in un altro. In base a quanto ho detto, parto dall’idea che siamo noi stessi a determinare l'incontro con certi simboli piuttosto che con altri. Del resto è esattamente ciò che già abbiamo visto succedere con il nostro Tema Natale, dove i Simboli Planetari sono posizionati per esprimere nella maniera più chiara possibile CHI SIAMO nel momento in cui, come Essenza Spirituale, ci rivestiamo di una forma umana in questo piano tridimensionale di realtà. Veniamo ora all’oggetto di questo post e cioè alle comprensioni che si sono fatte sempre più strada dentro di me. Mi è ora molto chiaro come la realtà non sia solo “fisica”, ma assolutamente “metafisica”. Vi ricordo che il prefisso "meta" indica, fra i significati possibili, l'andare "al di là". Ma quindi la realtà va “al di là “ di che cosa? Beh, in primo luogo va oltre ciò che essa appare a un primo sguardo e più specificamente va oltre la sua parte propriamente “fisica”; in poche parole voglio dire che la realtà è soprattutto “invisibile”! (non a caso si parla di “metafisica” quando ci si occupa di Dio e di tutti quegli aspetti riguardanti l’Invisibile) Cosa intendo dire quindi? Intendo dire che ciò che ci circonda, per come appare al nostro sguardo, rappresenta sempre, a livello simbolico, ciò che noi in quel momento “complessivamente” SIAMO. Quando dico “complessivamente” intendo che dobbiamo tenere in considerazione sia ciò che “sappiamo di essere”, cioè la nostra parte conscia, che ciò che “non sappiamo di essere”, vale a dire la nostra parte subconscia e inconscia. Ciò comporta quindi, come conseguenza, che se esaminiamo la realtà da cui siamo circondati, possiamo trarne delle informazioni per capire CHI SIAMO. Ne deriva che se la realtà che vediamo è qualcosa in cui stentiamo a riconoscerci, questo è un segno abbastanza evidente che si è “coagulata” in quel modo soprattutto sulla base di nostre spinte inconsce. A questo punto è ovvio che è molto utile per noi prenderla in esame, soprattutto in quei punti che sembrano non appartenerci, allo scopo di indagare appunto il nostro inconscio e portarlo a livello di consapevolezza. Per coagulare in un modo o nell’altro la nostra realtà, infatti, noi attingiamo al campo delle “possibilità” o “campo quantico”; è chiaro però a questo punto che noi attingeremo alcuni elementi piuttosto che altri, in funzione di CHI SIAMO energeticamente in quel momento, o come si direbbe correntemente “a seconda di come stiamo vibrando”. Ed è precisamente qui il punto! Potremmo infatti accorgerci che stiamo determinando la nostra realtà un po’ alla cieca, in modo inconscio, con elementi che poi si verificano penalizzanti e che a volte stentiamo a riconoscere come prodotti da noi. Come succede con gli aspetti planetari, di cui mi sono occupata lungamente, lo strumento principe che ci viene in aiuto è sempre l’OSSERVAZIONE DELLA REALTA’ che fino a quel momento abbiamo creato: attraverso questo strumento possiamo infatti essere in grado di portare a livello consapevole ciò che giace nell'inconscio. La realtà infatti ci parla e ci parla per simboli. Attraverso l’analisi di questi, possiamo prendere atto di cosa abbiamo inteso rappresentare e magari intravvedere il problema sottostante che ci ha spinti a creare situazioni penalizzanti. Negli anni trascorsi ad analizzare Temi Natali mi sono spesso imbattuta in questo genere di situazioni. Sono spesso eventi che causano dolore e sofferenza alle persone interessate, soprattutto perché esse, non capendone l’origine e non essendo in grado di assumersene la paternità, si sentono “vittime” delle circostanze senza capirne la logica. A titolo di esempio cito qui la situazione di donne che non riescono a diventare madri per una ragione o per l’altra; perché la gravidanza non riesce ad iniziare o non riesce a concludersi… Ebbene, quando si indaga un po’ nella vita della persona, affiora sempre dal profondo una profonda ambivalenza rispetto al proprio ruolo di madre, ovviamente derivante da esperienze della propria infanzia, ma soprattutto e direi esclusivamente da quelle esperienze che la persona non riesce ancora a riconoscere in sè e a elaborare. Per spiegare ancor meglio come avviene il fenomeno di creare una realtà nella quale poi stentiamo a riconoscerci, facciamo un esempio inventando una storia. Immaginatevi di alzarvi una notte da sonnambuli e andare verso la cucina. Lungo il tragitto attraversate il soggiorno e, mentre siete lì, scompaginate i cuscini del divano, aprite la coperta che era piegata e la sbattete in malo modo a terra; poi, ignari di ciò che avete combinato, ve ne tornate a letto. La mattina dopo, alzandovi dal letto per andare a preparare la colazione, passate dal soggiorno e vedete tutto a soqquadro. Cominciate a chiedere al marito se quella notte si è alzato, chiedete al figlio se ha passato parte della notte sul divano... ma alla fine sembra non esserci un responsabile; eppure il divano è sottosopra! Ecco, questa breve storia ci racconta come avviene che ci ritroviamo nel bel mezzo di situazioni che, apparentemente, non abbiamo creato noi. Finché infatti siamo inconsapevoli di chi siamo, avremo sempre delle parti di noi che determinano nella realtà delle situazioni “spiacevoli” che stentiamo a riconoscere. Ma torniamo al dunque di questa mia analisi e cerchiamo di spiegare in che cosa consista il lavoro da fare rispetto ai simboli che la nostra vita quotidiana ci presenta. Partiamo dall'esempio del sonnambulo di cui sopra e poi farò un altro esempio. Supponiamo che questo sonnambulo sia una signora: una moglie e una madre di famiglia. È evidente che in qualche modo l'inconscio della signora mostra dei segni di insofferenza rispetto al suo vivere in casa. Certamente sente il bisogno di sovvertire lo status quo, ma probabilmente non ne è ancora pienamente consapevole. Il divano è altamente simbolico perché è il luogo del soggiorno dove la famiglia si riunisce per parlare, guardare un film, ricevere ospiti... Il suo inconscio le sta segnalando che in questo settore c'è una insofferenza per la situazione presente; fra l'altro non ha fatto manovre per creare un altro ordine, ma ha semplicemente buttato all'aria le cose; segno che in questo momento prevale la frustrazione e non ancora un'alternativa precisa. Cosa può fare questa signora quindi al momento? Semplicemente prendere atto del suo stato di insoddisfazione che non le era del tutto evidente o che non voleva ammettere e cominciare a diventare consapevole che forse non si trova così a suo agio nella situazione che sta vivendo in famiglia; da qui può cercare di capire che cosa in specifico non va, cosa può essere cambiato e, nel caso, attivarsi per farlo.. Facciamo un altro esempio. Scendo la mattina a prendere l'auto per andare in ufficio e mi accorgo che lo specchietto laterale sinistro è stato divelto. Una volta sbollita la comprensibile frustrazione e prenotato il meccanico per la sostituzione, sarebbe bene che dedicassi qualche minuto ad analizzare questo simbolo. Trattandosi del lato sinistro dell'auto ed essendo l’auto stessa una mia estensione con la quale riesco semplicemente ad andare più veloce nella vita, tengo buoni per l'analisi i parametri che applicherei al mio corpo: il lato sinistro è il mio femminile, lo specchietto serve a vedere chi arriva da dietro, quindi mi permette di vedere qualcosa che di solito non guardo direttamente. Bene. Che io sia uomo o donna sostanzialmente il risultato non cambia: se sono un uomo si tratta della mia parte femminile, del mondo delle mie emozioni e del mio rapporto con le donne; se sono una donna si tratta comunque degli stessi argomenti. In ambedue i casi questa rottura fa sì che io, finché non mi verrà sostituito lo specchietto, debba attuare delle modifiche quando guido e queste azioni che dovrò fare mi guideranno anche all’interpretazione di che cosa probabilmente anche nella mia vita chiede di essere modificato. Potrebbe essere che non possa più "specchiarmi/riconoscermi" in un certo modello femminile, oppure che non riesca più a guardare nella vita attraverso l'intermediazione dello specchio... forse devo guardare le cose in maniera più diretta e partecipativa, mettendo personalmente in gioco la mia intuizione? I significati possono essere molteplici e ognuno di noi dovrà trovare quello che gli risuona maggiormente, partendo sempre dalla simbologia che riusciamo ad identificare. Un dato è certo. Se noi scegliamo la strada dell'interpretazione simbolica della realtà, cominceremo a capire che, al di là della comprensibile frustrazione che ogni "incidente" comporta, non tutti gli incidenti sono uguali e una gomma bucata non segnala le stesse problematiche di un danno allo specchietto laterale. Mi rendo conto che questo può sembrare un discorso “ardito” e che può sembrare strano che ci sia un nesso fra accadimenti che noi consideriamo "puramente materiali" e la nostra Essenza più sottile, ma, a questo punto per mia esperienza, posso affermare che così non è, perché è questa stessa Essenza a determinare questo o quell'altro evento. Tuttavia ci tengo a sottolineare che personalmente ritengo fuorviante identificare in questi eventi un “fine evolutivo” in senso stretto, personificando il concetto di evoluzione, come se ci fosse un “padre” o un “educatore” che desidera una nostra “evoluzione”. “Padre” e “educatore” siamo noi stessi e questa è una semplice Legge della Vita che tende, per sua natura, a perfezionarsi costantemente. Facciamo un esempio comprensibile: se un albero estende un suo ramo in maniera poco funzionale verso un muro e poi deve correggere la rotta e puntare verso una zona soleggiata, non è che l’Universo abbia degli intenti educativi verso l’albero, ma è l’albero stesso che man mano diventa “cosciente” di sue iniziative poco funzionali e le corregge. Ciò che manifestiamo nella nostra realtà, quindi, non può essere altro che ciò che noi al momento SIAMO; non c’è dunque esplicitamente un intento “educativo” da parte dell’Universo o della Coscienza Cosmica o di Dio (definitelo come preferite) nei nostri confronti…è che noi “siamo” quella stessa Coscienza che manifesta la realtà e quindi in sostanza noi “manifestiamo per capire noi stessi chi siamo”. Il dato interessante, una volta presa dimestichezza con questo assunto, è che, se portiamo questo processo a livello consapevole, riusciamo, volendo, anche a cambiare la consapevolezza di partenza e cioè riusciamo a “decidere” chi vogliamo essere e a proiettare di conseguenza, la realtà a partire da quella condizione, ma questo verrà col tempo!... C’è una celebre frase, attribuita a Socrate e comunque perfettamente coerente con gran parte della filosofia greca, che esprime perfettamente il senso di ciò di cui parlo: "Uomo, conosci te stesso e conoscerai l'universo e gli dei" Nel frattempo la bellezza di questo lavoro interiore consiste nel fatto di riuscire a prendere sempre maggiore responsabilità di noi stessi nella nostra vita divertendoci anche a “sgamare” i significati che si nascondono nelle pieghe della realtà che abbiamo determinato e al contempo, finché non riusciamo a trasformarli, a viverli per lo meno con maggiore “leggerezza”. Cosa significa "metafisica della realtà" e perché è importante parlarne e soprattutto sperimentarla.
Ho deciso di definire "metafisica della realtà" questo metodo da me sperimentato, perché il prefisso "meta" indica, a parte altri significati possibili, l'andare "al di là" ed è precisamente quello che succede utilizzando questo metodo: si va "al di là" del senso che noi comunemente abbiamo della nostra realtà. Fino ad oggi è sempre stato il mio obiettivo quello di "lavorare" coi simboli rappresentati dai Pianeti, così come sono presenti nel nostro Tema natale, con i loro aspetti facili o difficili e questo perché, in mancanza di un nostro lavoro di presa di coscienza e di lavoro su di noi, i Pianeti presenti nel Tema Natale in una certa disposizione e in specifici aspetti reciproci, connotano la nostra modalità "meccanica", di reagire al mondo "esterno" e di conseguenza determinano, per legge vibratoria e quindi "meccanica" che il mondo intorno a noi si configuri un certo modo piuttosto che in un altro. Parto quindi dal postulato che, per quanto sopra esposto, siamo noi stessi a determinare l'incontro con certi simboli piuttosto che con altri, perché ci è impossibile non essere circondati da ciò che ci rappresenta, seppure a livello del nostro vissuto inconscio. Del resto è esattamente ciò che già abbiamo visto succedere con il nostro Tema natale e con le specifiche posizioni in cui sono collocati i Simboli Planetari all'interno di esso: essi sono posizionati per esprimere nella maniera più chiara possibile CHI siamo noi nel momento in cui, come Essenza Spirituale, ci rivestiamo di una forma umana in questo piano tridimensionale. La realtà che noi manifestiamo attinge le sue componenti dal campo morfogenetico (generatore di forme) in cui siamo immersi, pertanto nella nostra vita quotidiana noi traiamo da questo campo, per assonanza, quegli stessi componenti che vibrano dentro di noi e nel nostro Tema Natale e che ci permettono di dar vita ad una realtà che ci rappresenti; infatti ognuno di noi attinge certi elementi piuttosto che altri. Diversa è la situazione per l'individuo che ha raggiunto l "identificazione con il divino" (o se preferite l' illuminazione che altro non è che il far luce dentro di sé e contemplare finalmente la vera natura di CHI siamo). In questo stato non si attinge per le proprie creazioni al campo morfogenetico, ma direttamente ad un livello superiore, quello che in ambito cabalistico si chiama Atziluth; lo voglio qui definire come campo totipotente (*). Noi qui però ci occupiamo della situazione in cui si riconosce la maggioranza delle persone e quindi rivolgeremo la nostra attenzione a chi si pone il problema di condurre una vita migliore, pur non essendo in grado, al momento, di raggiungere l'identificazione con il Tutto. Una volta assodato che noi attingiamo a questo campo morfogenetico, che pur avendo dei limiti rispetto al campo totipotente è comunque molto molto ampio, ci possiamo anche rendere conto che noi traiamo consapevolmente o inconsapevolmente da questo campo alcuni elementi e non altri. Il nostro principale cruccio a questo punto è il renderci conto che potremmo formare la nostra realtà scegliendo inconsapevolmente degli elementi che poi si verificano penalizzanti. Che strumento abbiamo quindi per uscire da questo circolo vizioso in cui scegliamo in modo inconscio? Semplicemente quello di osservare la realtà che finora abbiamo creato, per essere in grado di portare a livello consapevole ciò che giace nell'inconscio. La realtà infatti ci parla e ci parla per simboli; attraverso questi possiamo capire qual è il problema sottostante che ci ha spinti a creare situazioni penalizzanti, che ci vengono rappresentate attraverso quei simboli. Per spiegare meglio come avviene il fenomeno di creare una realtà nella quale poi non ci riconosciamo, facciamo un esempio raccontando una storia. Immaginatevi di alzarvi una notte da sonnambuli e andare verso la cucina. Lungo il tragitto attraversate il soggiorno e mentre siete lì scompaginate i cuscini del divano, aprite la coperta che era piegata e la sbattete in malo modo a terra; poi, ignari di ciò che avete combinato, ve ne tornate a letto. La mattina dopo, alzandovi per andare a preparare la colazione, passate dal soggiorno e vedete tutto a soqquadro. Cominciate a chiedere al marito se quella notte si è alzato, chiedete al figlio se ha passato parte della notte sul divano... ma alla fine sembra non esservi un responsabile; eppure il divano è sottosopra! Ecco, questa breve storia ci racconta come avviene che ci ritroviamo nel bel mezzo di situazioni che, apparentemente, non abbiamo creato noi. C'è una celebre frase attribuita a C. G. Jung che recita: "Rendi cosciente il tuo inconscio, oppure sarà lui a guidare la tua vita e lo chiamerai destino". Che sia stata o meno pronunciata effettivamente da Jung, questa frase la trovo profondamente vera e spiega bene cosa avviene nel caso in cui noi siamo inconsapevoli dei contenuti del nostro inconscio. Ma veniamo al dunque e cerchiamo di spiegare in che cosa consista il lavoro da fare rispetto ai simboli. Partiamo dall'esempio della signora sonnambula e poi farò un altro esempio. Nel caso della storia precedente è evidente che in qualche modo l'inconscio della signora mostra dei segni di insofferenza rispetto al suo vivere in casa. Certamente sente il bisogno di sovvertire lo status quo, ma forse non ne è ancora consapevole. Il divano è altamente simbolico perché è il luogo del soggiorno dove la famiglia si riunisce per parlare, guardare un film, ricevere ospiti... Il suo inconscio le sta segnalando che in questo settore c'è una sofferenza per la situazione presente; fra l'altro non ha fatto manovre per creare un'altro ordine, ma ha semplicemente buttato all'aria le cose; segno che in questo momento prevale la frustrazione e non ancora un'alternativa precisa. Cosa può fare questa signora quindi al momento? Semplicemente prendere atto del suo stato di insoddisfazione che forse non le era così evidente e cominciare a vedere che forse non si trova così completamente a suo agio nella situazione che sta vivendo e cercare di capire che cosa realmente non va e cosa può essere cambiato. Facciamo un altro esempio. Scendo la mattina a prendere l'auto per andare in ufficio e mi accorgo che lo specchietto laterale sinistro è stato divelto. Una volta sbollita la comprensibile frustrazione e prenotato il meccanico per la sostituzione, sarebbe bene che dedicassi qualche minuto ad analizzare questo simbolo. Trattandosi del lato sinistro dell'auto ed essendo l'auto una mia estensione, tengo buoni per l'analisi i parametri che applicherei al mio corpo: il lato sinistro è il mio femminile, lo specchietto serve a vedere chi arriva da dietro, quindi mi permette di vedere qualcosa che non posso guardare direttamente. Bene. Che io sia uomo o donna sostanzialmente il risultato non cambia: se sono un uomo si tratta della mia parte femminile e del mio rapporto con le donne; se sono una donna si tratta comunque del mio rapporto con le donne. In ambedue i casi questa rottura fa sì che io da un lato non possa più "specchiarmi/riconoscermi" in un certo modello femminile, oppure che non possa più guardare nella vita attraverso l'intermediazione dello specchio... forse devo guardare le cose in maniera più diretta e partecipativa, mettendo personalmente in gioco la mia intuizione? I significati possono essere molteplici e ognuno di noi dovrà trovare quello che gli risuona maggiormente, partendo sempre dalla simbologia che riusciamo ad identificare. Un dato è certo. Se noi scegliamo la strada dell'interpretazione simbolica della realtà, cominceremo a capire che, al di là della comprensibile frustrazione che ogni "incidente" comporta, non tutti gli incidenti sono uguali e una gomma bucata non segnala le stesse problematiche di un danno allo specchietto laterale. Comunemente può sembrare strano che ci sia un nesso fra degli accadimenti che noi consideriamo "puramente materiali" e la nostra Essenza più sottile, ma così non è, perché è questa stessa Essenza a determinare questo o quell'altro evento e ciò avviene perché noi possiamo prendere pienamente coscienza di ciò che, magari insospettabilmente, giace nel nostro inconscio. L'allenamento che si sviluppa con l'interpretazione simbolica dei Pianeti nel nostro Tema Natale (partirà il prossimo corso su questo tema in Settembre 2025) non è che la punta dell'iceberg della nostra personale "scuola di consapevolezza" che mira a renderci in grado di essere osservatore attento della nostra vita per capire se sta davvero andando nella direzione desiderata, quali sono gli eventuali ostacoli sul cammino e come rimuoverli. Sul tema del "Linguaggio simbolico della vita quotidiana" sto approntando un laboratorio online, con lo scopo di fornirvi gli elementi di base coi quali poi affinerete voi personalmente la vostra intuizione. Vi darò comunicazione di questo laboratorio qui sul sito e sul mio canale Youtube Astro Nashira (*) "generatore di forme". aurelia bracciforti - Astro Nashira - 31 Ottobre 2024 Qualcuno mi ha contattata personalmente per chiedermi un mio parere su quel che sta succedendo in Medio Oriente e quindi rispondo qui, esprimendovi il mio punto di vista.
Valutate voi quanto vi può risuonare e decidete se è per voi accettabile o meno. Già normalmente ciò che vediamo della realtà riflette il nostro personale approccio alla realtà stessa e non ha quindi una sua oggettività intrinseca. Su questo “substrato psicologico personale” si depositano i molti tasselli della realtà che vengono attualmente “costruiti”, con il solo scopo di spaventare la gente e abbassare le vibrazioni dell'umanità, per trascinarla in un buco nero di disperazione. Nessuno sta dicendo che in Medio Oriente non stia succedendo nulla, ma la narrazione, le immagini proposte con insistenza e il senso di catastrofe globale incombente hanno il preciso scopo che ho spiegato sopra. Così come tre anni fa i numerosi camion che trasportavano bare a Bergamo non erano del tutto reali e la gravità attribuita al covid non era corrispondente a quel che veniva detto (basta confrontare anche adesso a posteriori quale era stata la percentuale di morti nella fascia di età 0-60 anni fra le persone sane), allo stesso modo ora sappiamo che verremo terrorizzati con l'incubo di una guerra nucleare (che non ci sarà). Certo attraverseremo delle difficoltà economiche e sociali, ma la difficoltà maggiore sarà quella di rimanere “centrati” in mezzo alla bufera di informazioni, di emozioni e di suggestioni, molto spesso create appunto con lo scopo preciso di cui ho detto sopra. Perché succede tutto ciò allora? Perché ci sono forze contrapposte in campo, come sempre ci sono state nella storia dell'umanità e queste si fanno più evidenti nell'imminenza di un grande cambiamento. Ovviamente queste stesse forze sono anche dentro di noi; avrete infatti tutti in mente come alla vigilia di una grande svolta personale nella nostra vita siamo assaliti da dubbi e si presentano miriadi di difficoltà materiali e “apparentemente oggettive”? Se solo ogni singolo uomo si rendesse conto della sua “divinità” e del potere creativo che questa gli permette, capirebbe in un secondo perché certe forze abbiano quindi interesse a spaventarlo, denigrarlo, farlo sentire in colpa e in definitiva “annichilirlo” nel suo reale potere... Ma un mondo diverso è comunque alle porte e non perché lo dico io, ma perché energie di trasformazione poderose sono all'opera in questo momento, energie che stanno addirittura cambiando la natura stessa della materia dal suo interno e questo non è privo di conseguenze per il futuro della vita sulla Terra... (vi consiglio di visionare questo video dell'astrofisica Giuliana Conforto per farvi un'idea https://www.youtube.com/live/cIT7ipI0yRo?si=v10rZE1Zzi7yvHPe) Certo, come sempre, non ci si può aspettare che il nuovo nasca dal vecchio senza traumi... almeno per quel che concerne il piano terrestre! È come un “parto”. E attualmente siamo stretti nel canale del parto e possiamo solo agevolare consapevolmente questo processo! Cerchiamo di avere fiducia nel fatto che noi stessi a livello di umanità ci siamo creati questa “sfida” e queste difficoltà da affrontare, per crescere in consapevolezza e che non c'è nessuno là fuori che possa avere il potere di creare queste condizioni, se non avessimo voluto porci noi stessi in questa situazione. Facciamoci anche una semplice domanda: perché terrorizzarci con qualcosa su cui non abbiamo alcun potere, ad esempio una guerra? Semplicemente per aumentare il nostro senso di impotenza! Se succedesse infatti una tragedia al nostro vicino di casa, noi potremmo renderci utili, aiutare e avere la sensazione di aver potuto cambiare il corso degli eventi... Diverso è invece con tragedie mondiali su cui non abbiamo potere... Una volta accettato che quindi questo “gioco al terrore” è messo in piedi apposta per annichilirci (e che da un certo punto di vista siamo stati noi stessi a creare queste condizioni) non resta che capire che l'unica azione utile è quella di rinsaldarci e andare invece fermamente nella direzione di occuparci sempre più capillarmente della nostra realtà interiore e di quella immediatamente circostante, le uniche su cui possiamo sperimentare di avere potere. Il primo potere è infatti quello all'interno di noi stessi, quello che ci rende capaci di coordinare le nostre varie parti a volte in conflitto verso un'azione mirata che possa avere efficacia nella realtà. Immaginando quel che ci verrà proposto dall'esterno nel prossimo futuro, cerchiamo quindi di volta in volta di capire quanta di questa pressione mediatica siamo in grado di reggere senza subirne le conseguenze a livello vibratorio e soprattutto cerchiamo di essere presenti e attivi nella nostra vita personale e con l'ambiente delle persone che frequentiamo, trovando ogni giorno delle occasioni che ci facciano sentire utili e che mettano alla prova la nostra capacità di trasformare la realtà in cui viviamo nella direzione voluta. Alleniamo quindi ogni giorno la nostra “divinità” e ci accorgeremo strada facendo che non abbiamo alcuna ragione di temere nulla, perché tutto quello con cui ci dovremo personalmente confrontare è qualcosa che ci appartiene: è la nostra sfida personale che ci farà crescere. Capiremo quindi che, anche all'interno di sconvolgimenti apparentemente “mondiali”, ognuno avrà la sua parte da vivere e che questa sarà solamente in funzione di quanto detto poco sopra. Vi abbraccio Aurelia Bracciforti – Astro Nashira Salve a tutti!
Questo articolo spiega, ancora più nei dettagli, come occorre guardare agli aspetti difficili del tema natale, allo scopo di osservare quali sono le ragioni che stanno dietro a quel tipo di comportamenti e attuare su di sé il necessario intervento. Prendiamo come esempio il tema di quattro individui che sono accomunati dalla tendenza ad essere “inconcludenti”. Apparentemente dunque hanno tutti lo stesso problema, ma le cause di questa “inconcludenza” sono diverse e quindi saranno necessariamente diversi i modi per risolvere la questione. In ogni caso che analizziamo distinguiamo 4 passaggi. Il primo è l' ASPETTO astrologico che inclina a una certa specifica meccanicità. Il secondo è stanare il FUGGIASCO (scoprire il VANTAGGIO) Il terzo è capire qual è il TALLONE D'ACHILLE (ciò di cui abbiamo PAURA) Il quarto è l' AZIONE che dobbiamo compiere dentro noi stessi per allinearci in modo funzionale alla nostra natura integrale. ESEMPIO 1 ASPETTO Esempio: Lilith in Vergine mi fa percepire una realtà nella quale io non sono mai abbastanza adeguato per agire e mi racconto che appena lo sarò , potrò agire. Il FUGGIASCO (il vantaggio) Secondo questo esempio il vantaggio è che sicuramente non rischio di sbagliare o fare brutta figura e così continuerò a essere ben visto dagli altri. Il TALLONE D'ACHILLE (la paura) In sostanza temo il giudizio degli altri. L'AZIONE interiore da fare. Il lavoro consiste nell'imparare a lasciare liberi gli altri di essere come sono, senza giudicarli ma sentendoci ugualmente liberi di prendere ogni eventuale contromisura se lo riteniamo necessario, rispetto a quello che fanno. Infatti quando noi “giudichiamo” gli altri ci predisponiamo poi a sentire su di noi gli altri come “giudicanti”. Ora abbiamo sperimentato tutti che questo giudizio ci esce “meccanicamente” di fronte a certe circostanze che possono presentarsi, quindi non ha senso nessuna recriminazione del tipo “non avrei dovuto....non è giusto che....”. Le recriminazioni sul passato non servono a nulla, in quanto noi facciamo sempre, in un dato momento, l'unica cosa che siamo in grado di fare! Serve piuttosto che un momento dopo che ci è uscita la reazione meccanica, con un atto preciso della nostra volontà, lasciamo libero l'altro di essere come è. Il che come abbiamo visto, non ci impedisce di intervenire come ci sembra meglio sulle sue azioni se ci disturbano. A poco a poco, smettendo noi di giudicare, non ci sentiremo più giudicati. Funziona così e funzionerà sempre così, perché è una Legge Universale! ESEMPIO 2 ASPETTO Esempio: Congiunzione Venere-Marte mi fa percepire una smodata esigenza di perfezione, per cui tendo a non prendere iniziative finché tutte le circostanze non si allineano perfettamente in modo che io abbia la garanzia che il risultato del mio agire sia perfetto. Il FUGGIASCO (il vantaggio) Secondo questo esempio il vantaggio è che l'immagine che ho della mia perfezione interiore non viene intaccata. Temo molto di non essere perfetto e di scoprire che anche il mondo non lo è; pertanto evito di mettermi nella condizione ipotetica di scoprirlo. Il TALLONE D'ACHILLE (la paura) In sostanza temo di scoprire i miei limiti e i limiti della realtà nella quale mi sono incarnato. L'AZIONE interiore da fare. Il lavoro consiste nel cominciare a guardare il mondo con empatia per come è, accettando le imperfezioni proprie del fatto che tutta la realtà è sempre in divenire e io mi inserisco semplicemente nel flusso di questo divenire per dare la forma che voglio alle cose. In questa mia azione incontro necessariamente dei limiti: i miei personali di quel momento, quelli che le circostanze mi impongono... Bene, è perfetto così, sempre! Perché esiste un Tutto cui io appartengo che obbedisce a Leggi che io non posso comprendere e quei limiti non sono i miei limiti, ma i limiti di quelle Leggi. Accettare di avere dei limiti è il modo migliore per permettersi di esprimersi, perché scopro dove stanno questi limiti solamente esprimendomi e solitamente....stanno molto ma molto più in là di quel che pensavo! ESEMPIO 3 ASPETTO Esempio: Marte quadrato o opposto a Saturno mi fa percepire una realtà nella quale io ho sempre qualcuno o le circostanze stesse che sembrano opporsi alla mia volontà di espandermi, in poche parole ho sempre un nemico che mi ostacola. Il FUGGIASCO (il vantaggio) Secondo questo esempio il vantaggio è che posso dare la responsabilità a questo “nemico” per il fatto di non essermi espresso. Il TALLONE D'ACHILLE (la paura) In sostanza non mi prendo la responsabilità di coordinare le mie contraddizioni interne e trovo una colpa “fuori”... perché un colpevole ci deve pur essere!. L'AZIONE interiore da fare. Il lavoro consiste nel riconoscere che dentro di noi convivono due modalità di voler realizzare le cose: una è Marte, che non pianifica, ma si muove su base istintiva; persa la spinta potrebbe fermarsi. L'altra è Saturno, che si muove solo se ha dei piani precisi; senza quelli non parte. Queste due parti devono essere necessariamente rappresentate se vogliamo intraprendere un'azione che porti ad un risultato. Come ho detto in tanti dei miei video si tratta di ascoltare le ragioni dell'uno e dell'altro e poi farci “regista” delle situazione e stabilire quanta parte di programmazione saturnina può essere sopportata da Marte e quanta parte di irruenza marziana può essere sopportata da Saturno. In parole povere necessiteremo per quell'azione di quel minimo di programmazione che serve a Saturno per sentirsi a posto e poi potremo dare il via all'azione di Marte! ESEMPIO 4 (è una declinazione diversa dell'esempio 3, in quanto anche qui ci sono due che pensano di essere “nemici”). ASPETTO Esempio: Luna quadrata o opposta a Mercurio mi fa percepire una realtà nella quale io ho sempre dei motivi per rimettere in discussione le scelte che ho fatto. Eppure... quando le ho fatte mi sembravano allineate con quello che volevo! Il FUGGIASCO (il vantaggio) Secondo questo esempio: il vantaggio è che posso continuare a vivere in un mondo “infantile” dove, siccome sono incerto, non riesco a prendere una strada definita, assumendomene la responsabilità. Il TALLONE D'ACHILLE (la paura) In sostanza non mi prendo la responsabilità di coordinare le mie contraddizioni interne e mi rifiuto inconsciamente di crescere, perché ho paura di crescere, oppure potrebbe non piacermi il mondo degli adulti. L'AZIONE interiore da fare. Come per l'esempio precedente (Marte-Saturno), anche qui si tratta di prendere atto che dentro di noi convivono due impulsi che ci spingono a fare le scelte della nostra vita: una è la suggestione emotiva (Luna), l'altra è la convinzione razionale (Mercurio). Va da sé che una scelta fatta tenendo in considerazione solo una di queste due parti, è destinata ad essere rimessa in discussione quando l'altra parte rivendica il suo! Queste due parti devono essere necessariamente rappresentate se vogliamo fare una scelta che riusciamo a portare a termine e che duri nel tempo. Ciò significa che dobbiamo “mediare”, dando ad ogni istanza una parte di quello che chiede, ma non tutto! Questo è il senso del diventare adulti, unica condizione che permette di costruire la realtà. Buon lavoro! aurelia bracciforti - astro nashira |
AutoreSono Aurelia Bracciforti, nota come Astro Nashira. Archivi
Aprile 2026
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