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È da qualche tempo che mi trovo a raccogliere le esternazioni di molte persone che mi scrivono lamentando un senso di smarrimento rispetto alla realtà e a come “interpretarla”.
La principale difficoltà è, a loro dire, quella di accertare la Verità rispetto ad una serie di eventi; inoltre c’è la sensazione che il mondo vada in qualche modo “a rotoli” che tutto sia “fuori controllo”, ma soprattutto il non riuscire a capire in che direzione sia effettivamente incamminata l’umanità. Sembra tutto assurdo: un giorno sembra succedere una cosa grave e il giorno dopo sembra che la preoccupazione per quell’evento si sciolga come neve al sole; oppure al contrario una situazione internazionale che sembrava abbastanza distesa all’improvviso si rivela problematica e “pericolosa”. I politici un giorno fanno un'affermazione o prendono una certa posizione e dopo poco tempo sembrano cambiare radicalmente atteggiamento: insomma un caos totale nel quale è difficile, osservandolo nel singolo momento, capirci qualcosa. Ora, al di là delle singole situazioni specifiche che tutti conosciamo, rispetto alle quali ognuno si sarà fatto la sua idea, a me interessa qui esaminare perché si sia prodotta una tale situazione di caos nel nostro mondo, convinta come sono che nulla capiti a caso e soprattutto che l’esterno sia prodotto a livello forse inconsapevole da quello che Jung chiamava l’inconscio collettivo e che io preferisco definire come l’insieme delle forme pensiero per lo più inconsapevolmente emesse dagli esseri umani che popolano questo Pianeta. Ora vi dico cosa c’è dietro a questa sensazione sempre più corposa di “inattendibilità e insicurezza” che chi governa il mondo ci dà e ve lo voglio illustrare anche e soprattutto alla luce del passaggi Planetari che stanno avendo luogo in questo momento. I “tre cavalieri della consapevolezza” come li ho nominati nel titolo, sono Urano Nettuno e Plutone. Ebbene, tutti e tre sono in questo momento in retrogradazione: Urano e Nettuno, al momento rispettivamente in Gemelli e Ariete, si apprestano a ritornare nel Segno precedente, vale a dire in Toro e Pesci. Ora, anche se Plutone è ormai stabilmente in Acquario e non tornerà più nel Capricorno è pur vero che il fatto che questi tre Pianeti così importanti nelle svolte epocali dell’umanità e che sono posti fra di loro in aspetto favorevole (due sestili e un trigono) si trovino contemporaneamente in retrogradazione, di qualcosa ci sta parlando… Per capire quale lavoro stanno facendo ora questi Pianeti con la loro retrogradazione, occorre capire cosa essi spingono a far succedere quando riprenderanno il loro moto diretto, vale a dire quando, Nettuno sarà stabilmente in Ariete, Urano in Gemelli e Plutone in Acquario. Ora dobbiamo focalizzarci assolutamente sul significato della loro “marcia di liberazione" (è qualcosa di cui ho già parlato nel corso dell’analisi del Tema di Luna Nuova del 7 Settembre) Plutone nel Segno individualista dell’Acquario domanda a gran voce la nascita o il recupero di un “proprio potere personale”, Nettuno in Ariete fa anch’esso appello alla valorizzazione del proprio “sentire personale” e Urano in Gemelli reclama un pensiero indipendente e multisfaccettato, rispettoso delle diversità e al contempo della particolarità di ognuno. Fra l’altro volevo qui cogliere l’occasione per spiegare ciò che forse a molti non è completamente chiaro: Acquario è il segno della preminenza data al benessere collettivo ma è anche il Segno che sottolinea l’individualità e l’originalità (è governato da Urano!) Come conciliare questa apparente contraddizione? Si tratta semplicemente di capire che non esiste nessuna contraddizione; si tratta solo di un “pensiero diverso e rivoluzionario" dove l’importanza data alle singole personalità non entra affatto in conflitto con il benessere del collettivo, ma anzi è proprio il manifestarsi delle singole individualità che può permettere un reale beneficio collettivo poiché ognuno darà il meglio di sé e delle sue specificità e quindi non entrerà in competizione con nessuno, data la sua unicità!. Chiusa questa parentesi che volevo assolutamente fare date le domande che mi pervengono, continuiamo nella nostra analisi. Bene, torniamo alla sensazione di “inattendibilità” di chi detiene il potere. Credo sia comprensibile per tutti che in qualche modo le autorità del mondo, i governi, le istituzioni, non sono altro che la manifestazione esterna dell’archetipo del padre che ognuno di noi si porta dentro, con le sue specificità e i suoi aspetti da risolvere. Ecco quindi che ciò che succede esternamente manifesta la necessità di tutta l’umanità e di ognuno di noi singolarmente, di confrontarsi con la figura del padre ed emanciparsi da questa diventando a nostra volta adulti e responsabili. Mette in luce quindi l’esigenza che ciascuno di noi ha, anche inconsapevolmente manifestato, di diventare personalmente protagonisti della nostra vita e di emanciparci definitivamente dal “cibo premasticato” dei nostri genitori e quindi da quello di qualsiasi altro tipo di autorità. Qui il riferimento ai pennuti è voluto, perché in effetti si tratta proprio di cominciare a volare con le nostre ali. Questo passaggio non è mai facile, perché magari nella vita reale abbiamo avuto qualche personale difficoltà con questa figura e quindi, se non abbiamo svolto un lavoro di consapevolezza di qualche tipo, ci troviamo banalmente ad aderire a ciò che ci è stato insegnato o a rifiutarlo completamente. O ci identifichiamo completamente in nostro padre (e quindi nell’autorità esterna) o la rifiutiamo totalmente e siamo dei “ribelli” come lo eravamo da ragazzini. In entrambi i casi ciò che manca è la nostra personale centratura e il prenderci la responsabilità, rimanendo sereni, di una nostra scelta individuale. Per dirla in breve: finché consentiamo che la figura del padre sia “esterna a noi” o saremo succubi o saremo “conflittualmente ribelli” e saranno i politici, i governi, gli esperti di ogni genere a tracciare la strada della nostra vita, dicendoci cosa scegliere e come pensare e noi potremo solo “obbedire o essere ribelli” Anche nel secondo caso comunque, saremo legati a filo doppio a questa autorità esterna perché ci identificheremo per forza con una delle due parti in conflitto e porteremo perennemente il conflitto dentro di noi, mancando l’obiettivo di acquisire serenità e centratura. Il lavoro da fare quindi è quello di contattare il nostro “padre interiore” (non abbiamo solo un bambino eh…, mi raccomando! Abbiamo tutto un pantheon di figure parentali!), quello che ci dà la struttura e le regole che vanno bene per noi, che non ci soffocano, ma ci contengono nella giusta misura perché possiamo portare frutti! Avremo così la possibilità di manifestare nel mondo un tipo di autorità e di responsabilità fatta a nostra misura e rispettosa di chi siamo. Si potrebbe obiettare che per far questo dobbiamo sapere chi siamo e questo potrebbe essere il lavoro di una vita! Ora questa questa questione va approfonditamente capita, perché è anche vero che noi capiamo chi siamo man mano che ci manifestiamo e prendiamo delle iniziative. È il nostro “fare” insomma che ci definisce, più che il nostro pensare. Del resto siamo nel Mondo di Malkhut, la Sephirà che la Kabbalah definisce come sede degli Esseri Umani e questo è contestualmente definito come “Mondo dell’azione” (Mondo di Assiah). Siamo qui dunque per agire e per capire chi siamo, soprattutto attraverso la nostra azione! Vi garantisco che è un viaggio bellissimo, che solo la nostra incarnazione ci consente di fare! Vediamo quindi, se è possibile, di avere un’idea di chi siamo quanto più reale possibile prima di andarcene di qua! Il momento è adesso, il momento è ora, in questo “adesso” (quello nostro personale e quello del mondo) così ricco di materiale da elaborare individualmente” Buon lavoro a tutti…e anche a me naturalmente! Astro Nashira - aurelia bracciforti - 29 Settembre 2025
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AutoreSono Aurelia Bracciforti, nota come Astro Nashira. Archivi
Ottobre 2025
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