aurelia bracciforti
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27/1/2022

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Credo sia ormai evidente a tutti quanto sia debole e fragile nel complesso, la nostra società. Si potrebbe argomentare a lungo se ci sia stato un "disegno" atto al perseguimento di questa fragilità o se ciò sia avvenuto spontaneamente.  A noi ora non interessa approfondire: lasciamo ai sociologi di occuparsi di queste analisi e a chiunque voglia farsi la classica domanda "cui prodest", vale a dire "a chi giova"?
Di fatto la società è diventata debole nel suo complesso perché i singoli individui si sono indeboliti. E come è successo?  Come si fa a rendere debole qualcuno?
E' piuttosto semplice in realtà: gli si rende estremamente facile la vita, cosicché alla minima difficoltà vada in scompenso e abbia paura di non farcela.
E' solo infatti la ripetuta esperienza dell'essere riusciti a cavarsela in situazioni di difficoltà che crea l'esperienza, nel corpo (che ha anch'esso una memoria) e nella coscienza: l'esperienza della propria adeguatezza a far fronte alla vita, la consapevolezza acquisita della propria capacità di elaborare strategie anche di fronte a sfide sempre nuove.  Quello che succede banalmente nel corpo attraverso il sistema immunitario che, più malattie affronta, più affina la sua capacità di affrontarne anche di nuove e sconosciute; la stessa cosa succede nell'uomo a livello coscienziale.  Ma facciamo degli esempi pratici di come avviene la progressiva inabilitazione dei nostri "sistemi di sopravvivenza".
Prendiamo ad esempio il campo delle allergie. Nel giro  di cinquant'anni l'approccio medico a questa sintomatologia è radicalmente cambiato e parlo per esperienza diretta, data la mia età. Quando ero bambina se si era allergici a qualcosa il genitore veniva istruito dapprima a togliere completamente quell'elemento e a introdurlo successivamente in dosi molto piccole lasciando degli intervalli di tempo  fra una somministrazione e l'altra, per dar modo quindi al corpo di "accettare" progressivamente quell'elemento che era stato ritenuto in origine "disturbante". Il messaggio quindi era: riesco a vivere e a non ammalarmi e a non reagire smodatamente NONOSTANTE la presenza di un certo elemento; faccio "amicizia" con quella sostanza, divento capace di assimilarla, cioè di renderla "simile a me", in maniera che non mi danneggi più. In termini spirituali: io allargo l'area della mia consapevolezza fino a permetterle di includere ciò che in prima battuta era stato classificato come "nemico". La simbologia di ciò a livello coscienziale è evidente. Modernamente invece la tendenza di fronte alla stessa problematica è stata ed è quella di "evitare a tutti i costi il disagio" del corpo di fronte ad un elemento disturbante e potremmo dire tout- court che "evitare il disagio" è stato ed è tuttora il leitmotiv dei protocolli terapeutici, così come dei modelli educativi. Dove pensate che possa portare il continuo e programmatico evitamento del disagio?  Al disagio, ovviamente! Proprio perché sempre ciò che vogliamo evitare ci perseguita.  
Come succede per le analisi astrologiche, di cui mi occupo, nelle quali vengono messi in evidenza i "punti deboli" e le zone di dìsagio su cui occorre lavorare, la scelta resta poi all'individuo se partire con coraggio dalle zone di disagio e lavorarci sopra oppure continuare ad "anestetizzarsi" nel limite del possibile e finché potrà, per evitare di soffrire. Nella vita si può procedere cercando di ripararsi da mille ipotetiche sventure incombenti o rimboccandosi le maniche e andando incontro al nostro destino. La scelta è solo nostra! Un dato però è certo: la nostra condizione mentale interiore determinerà ciò che dovremo affrontare. Se saremo terrorizzati dai nemici si produrranno magicamente all'esterno nemici che ci terrorizzano, perché ciò che si produce all'esterno è sempre lo specchio di ciò di cui noi, magari inconsciamente, siamo convinti. Facciamo quindi amicizia col disagio, tuffiamoci dentro senza volerci risparmiare la sofferenza!
E' il più grande regalo che possiamo farci!
E saremo liberi!
​
aurelia bracciforti - astro nashira - 27 Gennaio 2022
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    Sono Aurelia Bracciforti, nota come Astro Nashira.
    In questo blog propongo alla vostra attenzione alcuni spunti utili alle vostre riflessioni e all'identificazione con il Sé. 

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